Insomnia

Insomnia è un romanzo fantastico scritto da Stephen King. Per stessa ammissione dell'autore è il romanzo con più collegamenti alla saga de La Torre Nera. Nel corso del libro, incontriamo infatti personaggi e situazioni riconducibili perfettamente alla logica della serie. Un personaggio minore di questo romanzo avrà poi un ruolo fondamentale nel volume di conclusione della saga. Lo stesso Insomnia, infine, è citato ne La torre nera come "vicenda di riferimento" per Roland e il suo ka-tet.

 

Ralph Roberts, già avanti con l'età ma ancora pieno di vigore fisico e mentale, dopo aver perso la moglie per un cancro comincia a manifestare problemi sempre più gravi d'insonnia. Durante una delle tante notti passate da sveglio, si accorge che nella casa della sua vicina, prossima alla morte, si stanno introducendo due ometti calvi in uniforme da medico e muniti di strane forbici. Si rende conto ben presto di aver sviluppato particolari poteri paranormali, che gli permettono, tramite la visione di "auree colorate", di captare lo stato d'animo e di salute delle persone, la cui vita è resa concretamente visibile a Ralph sotto forma di filo da palloncino. Deciso a saperne di più, e scoperto che anche l'amica Lois possiede le stesse facoltà superiori, si reca al capezzale di Jimmy Vandermeer, un conoscente, anch'egli prossimo al trapasso. Qui si imbatte in Cloto e Lachesi, i due "dottorini calvi" intravisti tempo prima, i quali incaricano lui e Lois di una delicata "missione": fermare Ed Deepneau, un umano soggiogato da Atropo, forza maligna che si oppone a Cloto e Lachesi su "questo livello della Torre", prima che compia una strage durante un convegno di Susan Day, militante abortista. Nel mondo - spiegano i due - esistono due forze che governano la vita degli "esseri a tempo determinato" come uomini e animali; una è il Caso, che ha Atropo come suo esecutore, l'altra è l'Intento, i cui paladini sono Cloto e Lachesi. Convinti a fatica, Ralph e Lois, grazie anche ai loro poteri, dopo aver sventato una violenta offensiva portata da seguaci di Deepneau a un rifugio per donne maltrattate, riescono a trovare il nascondiglio di Atropo, lugubre e misterioso insieme. Sembra fatta, ma invece...


Dopo aver riempito i suoi romanzi di bambini in vario modo prodigiosi, qui King inverte la tendenza. L'attenzione è completamente rivolta a un mondo che potremmo chiamare, con leggerezza, della "terza età". Di nome, ma non di fatto. Per una storia di soli personaggi over 50, si ha ben poco a che fare con la saggezza oracolare o la rusticità negligente di molti dei "vecchi" kinghiani. Vediamo in azione anziani che non sanno o non si curano di esserlo, perché non hanno avuto percezione esatta di un tempo forse troppo veloce a scorrere. Così è Ralph, "giovane" anche se provato dal dolore e dal lutto. Tutto questo, ma con una paura. Un timore che, come per molti altri romanzi di King, finisce per diventare concreta e agire fattivamente nell'esistenza. Il tempo che passa porta con sé la paura della morte, il timore atavico e non sradicabile del "filo tagliato". Per Ralph (e per Lois) il cont(r)atto con Cloto e Lachesi è la messa alla prova della propria mortalità. A Ralph è dato di vedere toccare percepire, almeno embrionalmente, il mistero immutabile e fascinoso della vita. Come tutti i privilegi, anche quello di Ralph presenta degli svantaggi: la sensazione di essere governati, manipolati da forze (forse) più potenti del consueto porta l'intimo di Ralph a una ribellione inevitabile,foriera naturalmente di drastiche conseguenze. La lotta tra l'indeterminato e il finito, tra il casuale e il causato, tra l'inerme e l'onnipossente si riduce a un eterno pareggio, "anche ai livelli più alti della Torre". A meno che un'agile mano non renda reale l'impossibile, come a dire "più vero del vero".