L'occhio del male

L'occhio del male è un romanzo scritto da Stephen King con lo pseudonimo di Richard Bachman. Come spesso si nota nelle prime edizioni italiane dei romanzi di Bachman (considerati pura letteratura horror e quindi fatti uscire in collane specializzate, come ad esempio Urania della Mondadori) il titolo italiano è diverso rispetto all'originale, maggiormente icastico (Thinner letteralmente "più magro" è la semplice parola con cui Taduz Lemke dà il via alla vicenda).

 
William "Billy" Halleck è un uomo obeso e noto avvocato in una tranquilla città i cui abitanti però indossano una maschera di cordialità per celare la loro ipocrisia: il protagonista non fa eccezione finché un giorno, mentre stava guidando la macchina, sua moglie Heidi effettua sul momento un rapporto orale. In quel momento passa una zingara per la strada e William, tra l'eccitazione e nell'essersi accorto all'ultimo momento della vecchia, non riesce ad evitarla. La cosa potrebbe causare un problema per la carriera dell'avvocato, ma il capitano di polizia e il giudice che si occupa del suo caso sono amici: in pratica fanno insabbiare il caso e William viene ritenuto non colpevole. Tuttavia, all'uscita del tribunale un vecchio zingaro dal volto deturpato dal cancro tocca William mormorando Dimagra.

Comincia a perdere peso: sulle prime settimane non sospetta di nulla credendo che siano gli effetti di una dieta che sta seguendo, ma in seguito si accorge che il suo corpo sta dimagrendo da solo. Nonostante si faccia visitare dal medico e si sottomette in un regime alimentare che comprende una consumazione calorica eccessiva, continua a perdere di peso tanto che il suo corpo comincia a deperirsi. Infine viene a sapere che il giudice e il poliziotto hanno subito una sorte simile: il primo pare essere diventato un uomo-lucertola mentre il poliziotto si ritrova il volto divorato da uno strano morbo. Quest'ultimo informa William che è stato lo zingaro: probabilmente era il marito della vecchia che Halleck ha ucciso, e ha lanciato una maledizione su di loro per vendicarsi.

Halleck viene preso da un turbine di timori ed emozioni violente: se è davvero così, anche sua moglie dovrebbe aver subito la sua stessa sorte, anzi è proprio per causa sua che l'avvocato è finita in quella situazione. Nonostante metta davanti a lei i fatti, Heidi vede le cose solo come un numero di coincidenze e non intende assumersi tali responsabilità. Esasperato da quella situazione, Halleck decide d'ingaggiare un investigatore privato e dopo un lungo viaggio e aver peso altro peso tanto da apparire come un uomo scheletrico riesce a trovare Taduz Lemke, il vecchio gitano. Taduz spiega che la vecchia uccisa da Halleck non era sua moglie, ma sua figlia (il gitano ha 130 anni, la zingara morta ne aveva 70) e che la morte di lei era stata l'ultima goccia che aveva fatto traboccare il vaso dopo una vita passata tra l'umiliazione la sopraffazione della "gente perbene" che li ha scacciati dopo essersi approfittato di loro: dopodiché spiega chiaro e tondo che non intende rimuovere la maledizione ad Halleck e lo fa cacciare via dal campo.

Disperato, Halleck decide di contattare Richard Ginelli, un italo-americano malavitoso che trova Halleck una persona simpatica: infatti questi viene a trovare l'amico e nonostante la sorpresa per le condizioni critiche in cui si trova l'uomo crede alla sua storia e decide di occuparsi ad infliggere allo zingaro "la maledizione dell'uomo di città": avvelena i cani dei gitani usati per il combattimento clandestino, assale il campo con raffiche di mitraglia e arriva a rapire la figlia più giovane di Taduz e minacciare a questi che getterà dell'acido contro ai bambini. Infine, Halleck ottiene un incontro con il vecchio gitano: gli regala una torta, ma in realtà è la fonte della maledizione e se viene mangiata da qualcuno l'individuo che l'assorbirà subirà la stessa maledizione liberando Halleck. L'avvocato decide di tornare a casa e, per vendicarsi, lascia la torta come regalo per la moglie. Purtroppo, la torta viene mangiata anche da Linda, la figlia di Halleck: nelle ultime pagine si legge che quest'ultimo, oramai rassegnato, mangia una fetta della torta....


Evidente come per Stephen King la componente magico-cabalistica insita nelle figure dei tre zingari Samuel Gina e Taduz sia volutamente e stereotipamente pretestuale, a favore invece di un'indagine più approfondita sul personaggio principale e sulle sue sfumature: la tacita insoddisfazione di una vita "troppo" tranquilla e di una moglie "troppo " fedele spingono lentamente Billy verso la presenza di un Male ben più subdolo e ineluttabile di quello di una avversa fattura: l'ipocrisia strisciante nel confronti del diverso,pronta a mutarsi di volta in volta in paura o in celato rispetto: la possibilità da parte dell'uomo della porta accanto di provare odio selvaggio,incontrollato ma genuino: comunione di intenti, di pensieri (e d'azioni) sotto la comune etichetta del rifiuto da parte della società. Non vige, quando il Male è vicino, più molta differenza, tra chi truffa la gente e chi ne disgusta la friabile fortezza perbenista. Quando il raziocinio è costretto a lasciare completo spazio al disinibito istinto (sessuale o emotivo che sia) nessuno è più al sicuro.